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Progetto ProACT: nuovi orizzonti per le tecnologie per la qualità della vita.

Agli inizi di giugno, il Trinity College ha ospitato il lancio del progetto ProACT, finanziato da Horizon2020, che vede tra i partner, l'Università dell’Irlanda, Philips e IBM, e gli italiani: Ausilioteca AIAS Bologna Onlus e ASP Città di Bologna.

L’appuntamento è stato a Dublino dove, agli inizi di giugno, il Trinity College ha ospitato il lancio ufficiale del progetto ProACT, finanziato dal programma Horizon2020, che vede tra i vari partner, oltre alla collaborazione della prestigiosa Università dell’Irlanda e di due grandi aziende come Philips e IBM, anche il coinvolgimento di due partner italiani: Ausilioteca AIAS Bologna Onlus e ASP Città di Bologna.
“In tutta l’Europa sono in aumento le persone anziane con patologie croniche”, spiega Evert Jan Hoogerwerf, responsabile del settore progetti ed innovazione dell’Ausilioteca AIAS, “e Bologna non è un’eccezione. Più di 50 milioni di persone in tutta Europa soffrono di due o più patologie croniche e più del 70% delle spese sanitarie sono impiegate proprio per la cura di queste patologie. Questo progetto intende sviluppare delle applicazioni tecnologiche che permettano l’integrazione dei percorsi sanitari e sociali. L’obiettivo è facilitare la gestione della propria condizione alle persone che vivono al proprio domicilio consentendo un miglioramento della qualità della vita e una diminuzione dei costi effettivi dell’assistenza sociale e sanitaria. 

Spesso abbiamo a che fare con persone fragili con bisogni sia di tipo sanitario che di tipo sociale. E’ perciò importante che gli attori che contribuiscono al benessere della persona siano in rete fra di loro, attuino interventi coordinati e tali da poter coinvolgere attivamente la persona che dovrebbe essere sempre di più al centro del proprio progetto di cura. 
L’obiettivo di proACT è quello di creare una piattaforma a supporto della qualità della vita dei pazienti, un sistema integrato che acquisisca dati sia di tipo clinico sia di tipo sociale da più fonti, fra cui il personale sanitario, gli operatori sociali, dal paziente stesso e dai suoi caregiver informali, ma anche da sensori installati nell’ambiente domestico o indossate dalla persona. 

In ASP abbiamo trovato un partner ideale”, prosegue Hoogerwerf, “ma stiamo lavorando anche in stretto contatto con l’AUSL di Bologna. L’obiettivo primario è infatti di prendere in considerazione quattro aree che riguardano la persona: oltre alle esigenze di tipo clinico/medico, si deve considerare anche il contesto sociale, quello abitativo e il supporto di comunità. Durante il lancio del progetto a Dublino, interverrà anche il presidente dell’ASP Gianluca Borghi proprio per ribadire la necessità di farsi carico non soltanto delle esigenze mediche della persona ma anche i bisogni sociali e di autonomia. 
E’ importante che ciò che viene sviluppato dai partner tecnologici per l’Irlanda e il Belgio risponda anche alle nostre esigenze locali: ogni sistema di cura e assistenza è diverso e occorre mettere in evidenza fin dall’inizio le nostre necessità affinché vengano prese in considerazione nella progettazione e nello sviluppo delle tecnologie”.

Per maggiori informazioni:  hoogerwerf@ausilioteca.org  
Scarica la scheda informativa del progetto:  http://www.aiasbo.it/documenti-pdf/ProACT_2016-2020_presentazione.pdf
Il sito del progetto:   http://www.proact2020.eu 

(7/7/2016)


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